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Scritto da Stefano    Mercoledì, 14 Marzo 2012 17:46
La prima è di Al Hameli, solo un mezzo miracolo per Carella e Cantando

piloti F1h2o

DOHA (Qatar), sabato 10 marzo – Vince Ahmed Al Hameli, il predestinato, quello partito in pole (sul podio, così ci togliamo subito il pensiero, anche Philippe Chiappe e Sami Selio), ma, per un racconto in tricolore, bisogna cominciare dalla fine. Anzi, dal principio. Dalla fine della griglia di partenza. Dal principio della giornata. Partendo dalle libere mattutine quando, dopo Marit Stromoy, Shaun Torrente e Jonas Andersson, ahinoi, anche il campione del mondo Alex Carella ha dovuto mettere mano al motore. Il che, già con Francesco Cantando (senza cronometrate della vigilia) piazzato all’ultimo posto, voleva dire che, al semaforo verde, Carella sarebbe partito dalla 16.a posizione, Stromoy dalla 17.a, Andersson dalla 18.a e Torrente dalla 19.a. Roba da matti: mai visti tanti clienti di lusso dover scattare dalla coda del gruppone. Favorendo, un super regalo di Natale posticipato, The Fast Ahmed che, già di suo, è probabilmente il pilota più veloce del carrozzone.

Due gare in una. Quella normale, alla quale, con Al Hameli, hanno partecipato Chiappe, Selio e Al Qamzi. Quella dei cercatori di miracoli, un compito ingrato (anche con tanta fede da mettere alla prova) toccato a Carella, Torrente, Cantando, Stromoy e Andersson.
MEZZO MIRACOLO Ma i miracoli, come quella storia un po’ più laica secondo la quale il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, non si trovano al supermercato. In una gara interrotta da ben tre bandiere gialle (stop di Stromoy e Al Rubayan in corsia di emergenza, più una boa presa di mira e distrutta da Benavente), Al Hameli l’ha fatta da padrone incontrastato dal primo all’ultimo giro, Chiappe e Selio hanno duellato come due litigiosi cadetti in cerca di un posto sul trono, pardon, sul podio (da manuale il sorpasso del francese quando mancavano meno di due giri alla fine) mentre a Carella e Cantando - ma dai, anche a Torrente, uno che non è facile trovare subito simpatico - è riuscito solo un miracolo a metà. Perché risalire, in fila indiana, fino al 4°, 5° e 6° posto, è davvero un’impresa, pur conoscendo le qualità tecniche di Alex e di Franz (su Shaun, per adesso, non ci pronunciamo). «Tutto sommato - esordisce Carella -, visto come si era messa la giornata, c’è da essere contenti. Quei tre davanti andavano come matti e sarebbe stata dura doverli contrastare anche in situazioni normali. Partendo come sono partito poi… Accontentiamoci, abbiamo limitato i danni e, dopo tutto, il Mondiale è solo alla prima gara». Soddisfatto anche Cantando, che divide i meriti del mezzo miracolo con gli uomini del Team Singha: «Più che di un miracolo – afferma il pilota e costruttore milanese – direi che ha pagato il lavoro. Quello dei miei uomini che hanno faticato ininterrottamente per più di una giornata. Siamo stati bravi. Sono stati bravi: pensate solo a com’era ridotta la barca dopo l’incidente dell’altra mattina! E poi sono arrivato alla gara senza cronometrate, con sette giri di prova effettuati nelle libere…».

Lunedì si rientra in Italia e, in casa Singha, ma guarda un po’, si comincerà subito a lavorare: per preparare due barche praticamente nuova. Una in cui anche il corazziere Lagiannella possa trovarsi a suo agio, dopo le sofferenze patite anche qui sul Golfo Persico, dove un punticino iridato, balbettando, faticando ma mai mollando, se l’è comunque portato a casa. Tanto basta per un sorriso.

BILANCIO IN ROSSO Pochi i sorrisi, invece, per Rinni Osculati («Sono stato tradito dal motore quando mancavano otto giri dalla fine») e, soprattutto, per Ivan Brigada, alle prese con il debuttante 4 tempi sudafricano firmato Caudwell. Dopo i guai della vigilia, con il catamarano che imbarcava centinaia di litri d’acqua (problemi alla calandra), al pilota pavese è (purtroppo) riuscito un exploit davvero insolito: si è ritirato durante il giro di parata: «Ci è andato davvero tutto storto, ma sapevamo di dover affrontare tanti imprevisti. In parata mi si è rotta la frizione! Anche noi torniamo a casa sapendo di dover lavorare parecchio, ma la cosa era da mettere in preventivo. Abbiamo un motore rivoluzionario davvero, ma probabilmente (e lo dico con ironia) abbiamo esagerato puntando a costruire anche un scafo nuovo. E i nostri guai, almeno in questo appuntamento di Doha, sono in pratica arrivati tutti da lì. Miglioreremo».

 


 

GP del Qatar (Doha): 1. Al Hameli (Team Abu Dhabi, Eau); 2. Chiappe (China Ctic, Fra) a 2”63; 3. Selio (Mad Croc, Fin) a 3”91; 4. Torrente (Qatar, Usa) a 4”96; 5. Carella (Qatar, Ita) a 5”93; 6. Cantando (Singha, Ita) a 7”79; 7. Kourtsenovski (Cina Ctic, Rus) a 13”96; 8. Roms (Mad Croc, Fin) a 15”29; 9. Al Shamlan (Qatar, Qat) a 2 giri; 10. Lagiannella (Singha, Ita) a 3 giri.

 


 

Mondiale (dopo 1 gara): 1. Al Hameli punti 20; 2. Chiappe 15; 3. Selio 12; 4. Torrente 9, 5. Carella 7; 6. Cantando 5; 7. Kourtsenovski 4; 8. Roms 3; 9. Al Shamlan 2; 10. Lagiannella 1.

Le gare disputate - Qatar (Doha): 1. Al Hameli; 2. Chiappe; 3. Selio.

 


 

Le gare da disputare - GP del Tatarstan (Kazan, Russia): 23-24 giugno: GP dell’Ucraina (Kiev): 21-22 luglio; GP di Cina (Liuzhou): 31 agosto-1 settembre; novembre (data e località da confermare ufficialmente): GP dell’India (Goa) o GP dell’Australia (Perth); GP degli Emirati I (Abu Dhabi): 30 novembre-1 dicembre; GP degli Emirati II (Sharjah): 6-7 dicembre.


Fonte:www.maxpowerboat.it/

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